Il 9 luglio 2026 è stata pubblicata la nuova UNI 11224:2026 che diventa il riferimento per la gestione dei sistemi automatici di rivelazione incendio (IRAI). L’aggiornamento della norma definisce i criteri per la messa in servizio, la sorveglianza, il controllo periodico, la manutenzione e la verifica generale degli impianti, introducendo un cambio di prospettiva. La nuova UNI 11224 sposta l’attenzione dalla sola conformità iniziale alla capacità del sistema di mantenere nel tempo le prestazioni previste.
La nuova UNI 11224:2026: dalla conformità iniziale alla continuità delle prestazioni
Uno degli aspetti più significativi della UNI 11224:2026 riguarda l’evoluzione dei criteri di gestione degli impianti IRAI. La nuova normativa richiede di considerare l’intero ciclo di vita del sistema. La valutazione non riguarda più soltanto la corretta installazione iniziale, ma la capacità di conservare nel tempo affidabilità e prestazioni.
Questa impostazione si riflette in diversi aggiornamenti introdotti dalla norma. La verifica generale del sistema deve essere completata entro tre anni, rispetto ai sei anni previsti dalla precedente edizione. Questo rende ancora più importante progettare impianti facilmente verificabili, prevedendo un’adeguata accessibilità ai componenti, una documentazione tecnica completa e soluzioni che consentano di effettuare le attività previste in modo efficace nel corso degli anni.
Anche il concetto di manutenzione viene rivisto: non è più sufficiente considerare esclusivamente le scadenze predefinite, è necessario valutare l’età del sistema, lo stato dei componenti e la loro disponibilità sul mercato. La gestione dell’obsolescenza diventa quindi un elemento progettuale da prevedere, soprattutto per gli impianti destinati a rimanere operativi per molti anni.
Nuove modalità di verifica e maggiore attenzione alla tecnologia
La UNI 11224:2026 aggiorna le procedure in funzione delle diverse tecnologie utilizzate negli impianti di rivelazione incendio. Le indicazioni vengono definite in modo specifico per i vari dispositivi: rivelatori puntiformi, rivelatori lineari, sistemi a fiamma, sistemi ad aspirazione, dispositivi radio e sistemi EVAC.
Un cambiamento importante riguarda la verifica generale dei rivelatori: non è più possibile ricorrere all’innesco di focolari tipo. Le verifiche devono essere effettuate attraverso procedure definite dal costruttore, con possibilità di revisione presso il produttore o sostituzione del dispositivo.
Questo approccio consente di rendere le verifiche più oggettive e ripetibili, affidandosi a prestazioni certificate e a procedure coerenti con le caratteristiche tecnologiche dei dispositivi installati.
La norma recepisce inoltre in modo definitivo il ruolo del manutentore qualificato, in conformità al D.M. 1 settembre 2021 e alla UNI 11744. La competenza professionale diventa quindi un requisito verificabile.
Cavi e linee: un aspetto strategico già in fase di progettazione
Tra gli elementi che assumono maggiore rilevanza nella fase di progettazione ci sono le linee di collegamento e i cablaggi degli impianti IRAI.
La UNI 11224:2026 richiama infatti l’importanza della verifica delle linee esistenti nei casi di presa in carico di un impianto, ampliamento o sostituzione della centrale. Questo aspetto rende ancora più evidente quanto una corretta progettazione iniziale possa incidere sulla gestione futura del sistema.
Nel caso di presa in carico di un impianto esistente è necessario verificare che le linee installate siano coerenti con i requisiti normativi vigenti al momento della progettazione e realizzazione.
Quando si interviene con un ampliamento, invece, le nuove linee devono rispettare i riferimenti normativi attualmente in vigore, considerando anche l’integrazione con le parti esistenti.
La sostituzione della centrale richiede un’ulteriore valutazione. Nel caso in cui i dispositivi e le linee esistenti risultino compatibili con la nuova centrale, è necessario verificare i parametri delle infrastrutture installate. Se invece il sistema esistente non è compatibile con la nuova tecnologia, l’intervento può richiedere una riprogettazione completa delle linee di interconnessione secondo quanto previsto dalla UNI 9795.
È importante ricordare che la UNI 11224 si concentra sulla funzionalità delle linee esistenti, mentre le caratteristiche costruttive dei cavi, come la resistenza al fuoco PH e la classificazione CPR, rimangono disciplinate dalla UNI 9795 e dalla CEI 20-105.
Per questo motivo, nella progettazione di nuovi impianti è fondamentale prevedere l’utilizzo di linee certificate e compatibili con le specifiche del costruttore della centrale. Così è possibile garantire affidabilità e maggiore flessibilità negli interventi futuri.
UNI 11224:2026: progettare oggi pensando alla manutenzione di domani
La nuova UNI 11224:2026 introduce un principio chiaro: un impianto ben progettato deve essere non solo conforme, ma anche facilmente verificabile, aggiornabile e mantenibile nel tempo.
È richiesta una maggiore attenzione alla documentazione tecnica e alla tracciabilità delle soluzioni adottate. Indicare nei capitolati la tipologia delle linee installate, la classe PH, il produttore dei cavi e le caratteristiche di compatibilità trasmissiva consente di semplificare eventuali interventi futuri e ridurre il rischio di dover sostituire completamente il cablaggio in caso di evoluzione tecnologica.
Diventa inoltre importante programmare con anticipo gli interventi sugli impianti prossimi al ciclo dei dodici anni, valutando l’obsolescenza dei dispositivi, la disponibilità dei ricambi e la possibilità di aggiornamento del sistema.
Bidaltec: progettazione antincendio al passo con l’evoluzione normativa
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L’aggiornamento continuo sulle evoluzioni legislative e tecniche consente di supportare ogni fase del progetto, dalla definizione delle soluzioni impiantistiche alla scelta dei componenti e delle tecnologie più adatte.
Lo studio si occupa inoltre della gestione delle pratiche previste dalla normativa antincendio e degli adempimenti necessari per la prevenzione incendi, offrendo consulenze finalizzate alla valutazione del rischio e all’individuazione delle soluzioni tecniche più efficaci.
Per gli impianti IRAI, questo significa progettare sistemi affidabili non solo al momento della consegna, ma capaci di mantenere nel tempo le prestazioni richieste, accompagnando il cliente nella gestione dell’intero ciclo di vita dell’impianto.